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I CASTELLI IN REPUBBLICA CECA

C’era una volta, e ancora c’è, un regno fatato dove vivevano principi e principesse. Oggi si chiama Repubblica Ceca ma di quel tempo di sfarzi e splendori restano ancora tracce indelebili. Tutta la magia di aristocratici trascorsi ma anche il ricordo di un passato burrascoso e a tratti cruento rivivono ai giorni nostri grazie ai castelli, le residenze nobiliari e le fortezze che affollano l’intero Paese. Se ne contano quasi duemila, di proprietà dello Stato ma soprattutto di privati spesso discendenti di nobili casate, e ben 200 sono visitabili tutto l’anno o almeno nella stagione estiva.

Circondate da parchi, giardini e boschi meravigliosi, simbolo di epoche diverse e ognuna con la propria peculiarità, si tratta sempre di architetture mirabili, scrigno di interni dagli arredi preziosi e tappe imprescindibili di un itinerario di fascino che conduce a ritroso nel tempo.

In questo viaggio nel passato aristocratico e imperiale della Repubblica Ceca, come prima tappa la macchina del tempo non poteva che atterrare dritto nel cuore di Praga, là dove –sentinella sul fiume Moldava e sulla città- sorge il celebre castello. Il termine in realtà è riduttivo: simbolo della capitale e del Paese intero e oggi residenza del Presidente della Repubblica, è un complesso monumentale, con tanto di cattedrale gotica intitolata a San Vito, per secoli teatro di incoronazioni e ancora oggi custode del riposo eterno di numerosi re.

Con più di 300.000 visitatori all’anno, il castello di Karlstejn e' senza dubbio uno dei monumenti piщ famosi ed apprezzati della Repubblica Ceca. Situato a 28 km a sud ovest di Praga, il castello e' completamente immerso nel verde del Parco naturale del Carso boemo e sovrasta l’omonimo paesino che alla spettacolare fortezza deve la sua notorietа.
Da quando la cortina di ferro e' scomparsa, l’esplosione turistica ha rapidamente modificato l’equilibrio del placido e minuscolo paese: oggi non vi e' un angolo della localitа ove non siano esposti souvenirs o non si offrano stanze in affitto!
Anche questo castello nasce per iniziativa di Carlo IV di Lussemburgo, nel 1348. La sua idea era di edificare una fortezza inespugnabile a due passi dalla capitale, per custodire i gioielli della corona. Pare che oltre a questa motivazione «ufficiale», vi fosse l’intento da parte di Carlo di testimoniare al mondo intero la sua profonda devozione religiosa: la roccaforte avrebbe dovuto infatti fungere da inviolabile scrigno in cui custodire la sua straordinaria collezione di reliquie del martirio di Cristo. Piщ che un castello, un vero e proprio status symbol dunque, testimonianza del suo enorme potere temporale (imperatore del Sacro Romano Impero) e religioso (cattolico fervente e strenuo difensore della fede).
Frutto di uno schema costruttivo assai ardito ed originale per quei tempi, il castello ha paternitа assai incerta. Alcune fonti ne attribuiscono la creazione a Matthias d’Arras, altre a Peter Parler (in sostanza, i genitori della Cattedrale di S. Vito a Praga).



I tre edifici principali sono il Palazzo imperiale, La Grande Torre (Velka vez o Hlavni vez) e la Torre di Maria (Marianska vez). All’interno del Palazzo imperiale, dove Carlo dimorava, poco o nulla e' rimasto della Sala Lussemburghese, vera e propria sala di rappresentanza all’interno della quale si svolgevano importanti incontri, grandi banchetti e cerimonie varie. Fino al XVI secolo in questa sala era possibile ammirare magnifici ed ampollosi dipinti raffiguranti l’albero genealogico dell’imperatore, opere che scomparvero a causa di grandi lavori di ricostruzione e ristrutturazione ormai necessari per Karlstejn (imponenti quelli voluti nel 1587 da Rodolfo II e realizzati dall’architetto Ulrico Aostalli).
All’interno della Grande Torre, la prima ad essere edificata, e' la Cappella della Santa Croce (Kaple svateho krize), luogo che ospitт le insegne imperiali ed i gioielli della corona, trasferiti nel 1619 nel Castello di Praga. Durante il regno di Carlo IV, il tesoro veniva portato a Praga solo una volta all’anno, nella giornata dei sacramenti, e lм esposto. La stupefacente Cappella, dove solo l’imperatore, l’arcivescovo ed i principi elettori potevano entrare, e' opera del pittore di Corte di Carlo, il Maestro Theoderik: la realizzazione di un simile capolavoro valse all’artista l’esonero a vita dal pagamento dei tributi!
Lungo tutto il perimetro vi e' una fascia di migliaia di quarzi, ametiste e diaspri incastonate nelle pareti, che creano un effetto ottico sbalorditivo. Al di sopra di questa fascia vi sono 128 tavole dipinte, raffiguranti gli apostoli, i santi e gli angeli. Sempre all’interno della Cappella, sulla parete dell’altare, vi è un’altra sensazionale opera realizzata dall’Italiano Tommaso da Modena: un trittico composto da una Madonna con Bambino, San Venceslao e San Dalmazio.
E' un vero peccato che questa cappella sia chiusa al pubblico: questa forma precauzionale priva di fatto il visitatore del luogo probabilmente piu' spettacolare ed interessante dell’intera fortezza.
La Torre di Maria, posta fra il Palazzo imperiale e la Grande Torre, è unita a quest’ultima da un ponte in legno costruito durante i lavori di restauro del 1887-89. In questa Torre, secondo alcuni vera residenza dell’imperatore e luogo in cui egli amava rifugiarsi isolandosi dal resto del mondo, e' la chiesa della Vergine Maria, dalle pareti riccamente decorate. Suggestive sono le cosiddette «scene delle reliquie»: realizzate dal pittore Mikulas Wurmser, raffigurano Carlo IV mentre riceve le sacre reliquie di Cristo dal Delfino di Francia (il futuro Carlo V) e dal marchese di Mantova, per poi riporle nella Croce del Reliquiario. All’interno di questa torre, al secondo piano, e' la cappella privata dell’imperatore, ossia la Cappella di S. Caterina (sulla parete laterale dell’altare vi e' una immagine della santa). Davvero notevoli gli affreschi raffiguranti la Madonna in Trono e la Crocifissione, nonche' le scene raffiguranti la Vergine Maria con Carlo e sua moglie Anna.
Una curiosità: pare che l’accesso alle donne all’interno del castello fosse severamente vietato, tanto che la storia dell’irruzione della moglie del sovrano divenne una popolarissima commedia del XIX secolo.

Con un quarto di milione di visitatori ogni anno, il castello di Konopiste è secondo soltanto a Karlstejn. Fu fatto edificare in stile Gotico nel XIV secolo dai Signori di Benesov, cittadina situata a due passi dall'affascinante maniero: ancora una volta si rimane incantati dalla magnificenza del luogo, la verdissima valle del fiume Sazava. Dal punto di vista architettonico Konopiste è considerato un edificio assolutamente unico in questo Paese, a causa dei criteri realizzativi che lo avvicinano alla concezione francese del castello e ne fanno uno dei più maturi esempi di fortificazione medievale, con sette torri circolari che delimitano il perimetro della sua pianta rettangolare.
Numerose furono nel corso dei secoli le modifiche subite: vari stili si fusero, dal Rinascimento al Barocco. Fu nel 1887 che il castello acquisì la fisionomia attuale, quando l'erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando d'Este (sì, proprio lui, il tormentone dei libri di storia, l'arciduca ucciso a Sarajevo nel 1914) decise di risistemare la sua nuova sontuosa dimora.
Numerosi possono essere per il visitatore i motivi di interesse, dalla collezione di oggetti d'arte e dal Gotico all'età moderna, passando per l'armeria dell'arciduca (una delle migliori d'Europa), fino ad arrivare alla sterminata collezione di animali imbalsamati e trofei di caccia presenti praticamente ovunque. Pare infatti che Francesco amasse alla follia questa pratica, arrivando ad uccidere, catalogare ed imbalsamare 171.537 fra uccelli ed animali vari avventuratisi nella sua proprietà.



Il visitatore può scegliere fra due itinerari: uno di quaranta minuti fra armi e trofei di caccia, l'altro, un po' più "soft", consiste in cinquanta minuti fra sfarzosi saloni, mobili pregiati e porcellane finissime.
Il turista non può non rimanere incantato anche dallo spettacolare parco di 555 acri, in cui è possibile passeggiare fra statue, laghetti, giardini bellissimi e cervi.

Dopo quello di Praga, il castello più grande del Paese e comunque tra i più vasti d’Europa è quello di Cesky Krumlov, deliziosa città gotico-rinascimentale nell’area pedemontana della Sumava, in Boemia meridionale e al confine con Austria e Germania. I suoi vicoli medievali conducono appunto alla fortezza affacciata sul fiume Vltava, un tempo residenza del più importante casato ceco: i Rosenberg. Tra i suoi gioielli, l’antico teatro –unico al mondo- perfettamente conservato con tutto il suo tesoro di costumi, scenografie e attrezzature.

Più a Nord, sulle rive dello stesso fiume, ecco anche il più romantico tra i manieri del Paese: Hluboka nad Vltavou. In pratica uno scorcio di vecchia Inghilterra tra i boschi della campagna ceca. La sua bianca mole tutta torri merlate è un capriccio del principe Schwarzenberg, appassionato di cultura britannica, che a metà del XIX secolo fece ristrutturare il maniero emulando lo stile gotico dei Windsor.

Splendido e romantico il castello di Cervena Lhota, che pare affiorare come per incanto dalle acque del suo lago. Le singolari pareti dal colore rosso vivo rievocano leggende di omicidi e fatti di sangue... Nelle sue sale, arredi originali databili tra il XVI e XIX secolo.

Sempre in Boemia meridionale, il maestoso complesso Jindrichuv Hradec, che tradotto letteralmente significa “Castello di Enrico”. Il maniero, che si specchia nelle acque dello stagno Vajgar, deve il suo attuale aspetto in stile rinascimentale a maestri italiani, che si ispirarono ai palazzi fiorentini.

In Boemia orientale, un altro pregevole esempio di rinascimento transalpino, inserito nel patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, è il castello di Litomysl, la cui peculiarità sono i cosiddetti “graffiti”: pitture incise sull’intonaco delle pareti esterne e dei comignoli. Al suo interno, una nuova esposizione dedicata agli strumenti a tastiera e al teatro con una collezione unica di pianoforti, quinte teatrali e sipari.

Il castello di Kuks dalle architetture imponenti e un po’ austere è invece noto soprattutto per la sua singolare galleria di statue all’aperto. Le sculture barocche, che portano la firma del celebre artista praghese settecentesco Matyas Bernard Braun, sono state realizzate direttamente in loco, scolpendo le rocce arenacee. Il risultato è un suggestivo percorso nel verde, con continue sorprese nascoste nella vegetazione.

In Boemia occidentale, il complesso di Becov è la risultanza di più castelli e palazzi collegati tra loro, testimoni di epoche, glorie e interventi architettonici diversi. Completamente restaurato, il complesso vanta collezioni pregevoli di dipinti e arazzi ma soprattutto è celebre per il preziosissimo reliquario di San Mauro, rinvenuto nel 1985 dopo 40 anni di ricerche proprio sotto il pavimento della cappella del castello.

Una volta approdati infine in Moravia ecco una serie di altre mete da non perdere. Il castello barocco di Kromeriz, per secoli residenza estiva dei vescovi di Olomuc, è celebre per i suoi giardini all’inglese e per il Giardino dei Fiori (Kvetna), per le cantine dove matura il vino da messa e per la pinacoteca, con capolavori tra gli altri di Breughel, Van Dyck e Tiziano.

Gli appassionati di storia e di guerre napoleoniche in particolare, non possono negarsi una puntatina al castello di Slavkov, meglio noto al mondo con il suo nome tedesco: Austerlitz. Non lontano da Brno, è teatro ogni anno di una rievocazione della storica battaglia del 1805 durante la quale Napoleone sconfisse le forze armate alleate dell’imperatore austriaco e dello zar russo.

Nel bel mezzo di quello che è già un capolavoro naturale –il parco della cosiddetta area Lednice-Valtice, sotto tutela Unesco- sono poi ben due i manieri da ammirare, insieme ad altri ruderi, reperti storici e monumenti al passato (dall’acquedotto romano alle rovine artificiali di una fortezza medievale). Vanto verde di Moravia, l’area protetta, vasta 180 chilometri quadrati, si estende proprio tra le due residenze dei principi Liechtenstein: il castello neogotico di Lednice e quello barocco di Valtice, entrambi elegantissimi e con interni ancora impreziositi da arredi originali. Nel maniero di Lednice in particolare, circondato da un favoloso parco con tanto di minareto, sono state recentemente ristrutturate e aperte al pubblico alcune stanze fin qui inaccessibili e ora sede di esposizioni sulla vita nelle residenze nobiliari.

Il castello rinascimentale di Velke Losiny, fortezza gotica poi trasformata in residenza barocca, si distingue per il tipico cortile colonnato, il parco all’inglese, gli arredi autentici, alcune preziose collezioni e soprattutto per i celebri processi alle streghe che tra il 1678 e il 1693 portarono al rogo oltre 100 innocenti. Questo capitolo di storia è riproposto nel film “Il martello sulle streghe”, girato negli Anni ’60 proprio a castello.

Infine la “star” dei castelli cechi. Costruito nel XIV secolo, il maniero di Bouzov cinque secoli più tardi subì una sostanziale ristrutturazione che ne sentenziò l’attuale aspetto romantico. Le sue architetture fiabesche ne fanno oggi la location preferita da registi e produttori e la sua mole ingentilita compare in numerose pellicole. La più celebre fra tutte è probabilmente la saga televisiva dedicata a Fantaghirò e alle sue imprese.

Da Nord a Sud, dal cuore della capitale a speroni di roccia sperduti, dalle aspre fortezze inespugnabili alle eleganti dimore nobiliari sarebbe impossibile racchiudere qui tutto il denso passato e lo straordinario patrimonio architettonico –non di rado sotto effige Unesco- della Repubblica Ceca, ma certo qualche suggerimento basterà a far mettere in viaggio appassionati d’arte e storia, semplici curiosi e inguaribili romantici.

Il patrimonio di castelli e fortezze della regione Vysocina, sugli altipiani moravi, varrebbe da solo un viaggio. Questo territorio strategico e bellissimo di dolci alture e folti boschi, di terre fertili e miniere d’argento è stato sempre assai ambito. Ecco perché fin dai tempi antichi fu solcato da importanti vie di comunicazione e strade commerciali e costellato di fortificazioni difensive e regali castelli.

Tra questi, quello duecentesco di Ledec nad Sazavou poi riedificato in stile rinascimentale e barocco; quello di Lipnice nad Sazavou, tra i più imponenti esemplari del territorio; le rovine medievali di Orlik u Humpolce teatro ogni estate di feste e rievocazioni in costume; quello cinquecentesco di Trebic edificato sui resti di un grande monastero benedettino del 1101 di cui conserva ancora la basilica; quello di Polna più volte rimaneggiato e oggi armonica fusione di diversi stili architettonici nonché prezioso scrigno di una significativa collezione di orologi storici e di un’antica farmacia.

Il gioiello più prezioso e rinomato della regione è però certamente il castello di Telc, iscritto insieme al centro storico della città omonima nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Per trasformare l’originaria fortezza gotica dalle chiare funzioni difensive nello straordinario esempio di residenza rinascimentale che è oggi fu chiamato il nostro architetto Baldassarre Maggi, che si avvalse di maestranze del Nord Italia, dai muratori agli stuccatori. I richiami alle correnti venete e fiorentine sono evidenti anche nelle facciate dei palazzi sulla piazza triangolare adiacente il maniero, considerata tra le più belle della Repubblica Ceca e di tutta l’Europa centrale.




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